Resilienza digitale. La relazione 2020 della Commissione europea ne sottolinea l'importanza in tempi di crisi

La Commissione europea ha pubblicato, l'11 giugno, i risultati per il 2020 dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (Digital Economy and Society Index - DESI), che monitora le prestazioni digitali globali dell'Europa e misura i progressi compiuti dai paesi dell'UE in termini di competitività digitale.

 
Il DESI di quest'anno evidenzia progressi in tutti gli Stati membri e in tutti i principali settori misurati nell'indice. Ciò assume un'importanza ancora maggiore nel contesto della pandemia di Covid-19, che ha dimostrato quanto le tecnologie digitali siano diventate essenziali, rendendo possibile la prosecuzione del lavoro, monitorando la diffusione del virus o accelerando la ricerca di cure e vaccini. Gli indicatori DESI pertinenti per la ripresa dimostrano inoltre che gli Stati membri dell'UE dovrebbero intensificare gli sforzi volti a migliorare la copertura delle reti ad altissima capacità, assegnare lo spettro 5G per consentire il lancio commerciale dei servizi 5G, migliorare le competenze digitali dei cittadini e digitalizzare ulteriormente le imprese e il settore pubblico.
Per quanto riguarda i capitoli tematici, la relazione DESI 2020 analizza a livello europeo la connettività a banda larga, le competenze digitali, l'uso di Internet, la digitalizzazione delle imprese, i servizi pubblici digitali, le tecnologie emergenti, la cibersicurezza, il settore delle TIC e le relative spese in R&S, nonché il ricorso ai finanziamenti di Horizon 2020 da parte degli Stati membri. Al fine di migliorare la metodologia dell'indice e tenere conto degli ultimi sviluppi tecnologici, sono state apportate diverse modifiche all'edizione 2020 del DESI, che ora prende in esame anche la copertura della rete fissa ad altissima capacità (VHCN). Il DESI per gli anni passati è stato ricalcolato per tutti i paesi in esame, al fine di rispecchiare le modifiche nella scelta degli indicatori e le correzioni apportate ai dati sottostanti. I punteggi e le posizioni in classifica dei paesi possono quindi aver subito cambiamenti rispetto alle edizioni precedenti. Poiché i dati si riferiscono al 2019, il Regno Unito è ancora incluso nel DESI 2020 e le medie UE sono calcolate su 28 Stati membri. Per ulteriori informazioni, consultare il sito Internet del DESI.

Per quanto riguarda l'Italia per l'edizione 2020 dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) questa si colloca al 25º posto fra i 28 Stati membri dell'UE. I dati precedenti la pandemia indicano che il paese è in una buona posizione in termini di preparazione al 5G, in quanto sono state assegnate tutte le bande pioniere e sono stati lanciati i primi servizi commerciali. Sussistono carenze significative per quanto riguarda il capitale umano. Rispetto alla media UE, l'Italia registra livelli di competenze digitali di base e avanzate molto bassi. Anche il numero di specialisti e laureati nel settore TIC è molto al di sotto della media UE. Queste carenze in termini di competenze digitali si riflettono nel modesto utilizzo dei servizi online, compresi i servizi pubblici digitali. Solo il 74% degli italiani usa abitualmente Internet. Sebbene il paese si collochi in una posizione relativamente alta nell'offerta di servizi pubblici digitali (egovernment), il loro utilizzo rimane scarso. Analogamente, le imprese italiane presentano ritardi nell'utilizzo di tecnologie come il cloud e i big data, così come per quanto riguarda l'adozione del commercio elettronico. 

Nel 2019 a livello politico è cresciuta l'attenzione verso il potenziamento della digitalizzazione dell'economia e della società italiane. L'anno è stato contrassegnato dal lancio di nuove iniziative e, in particolare, dall'istituzione di un nuovo Ministero per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con funzioni di coordinamento. Nel dicembre 2019 il Ministero ha presentato la strategia "Italia 2025", un piano quinquennale che pone la digitalizzazione e l'innovazione al centro di "un processo di trasformazione strutturale e radicale del Paese".

Il ritmo di attuazione dei grandi progetti di digitalizzazione della pubblica amministrazione è aumentato significativamente nel 2019. Un nuovo "Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione" ha definito un elenco esaustivo di obiettivi per i prossimi anni, con il fine di promuovere la trasformazione digitale dell'amministrazione italiana e di guidare la diffusione delle tecnologie digitali.

Per quanto riguarda la digitalizzazione delle imprese, il governo ha rinnovato il Piano Nazionale "Impresa 4.0" e ha lanciato il piano "Transizione 4.0", con una maggiore attenzione all'innovazione, agli investimenti verdi e alla partecipazione delle PMI. Inoltre nel marzo 2020 il governo ha varato il Fondo Nazionale Innovazione, che ha una dotazione finanziaria di partenza di 1 miliardo di EUR e opera sulla base di metodologie di Venture Capital per sostenere gli investimenti nelle imprese innovative.

Infine nel 2019 il governo ha avviato i lavori su due nuove strategie nazionali, una sull'intelligenza artificiale (IA) e l'altra sulla blockchain, con il sostengo di gruppi di esperti dell'industria, del mondo accademico e delle parti sociali.