Comunicare i fondi europei: un bilancio in vista della programmazione 2021-2027

Una settimana di incontri sul tema della comunicazione sui fondi europei quella che ha visto prima a Roma, nel corso del Forum PA, e poi a Palermo, nella tre giorni promossa dalla Commissione europea in partenariato con la Regione Siciliana, funzionari europei e nazionali, esperti di comunicazione, giornalisti, dibattere sulla “buona comunicazione”.

 
Durante il seminario Perché occorre ripensare la comunicazione dei fondi europei (Roma, Forum PA, 14/05/2019), Matteo Salvai e Francesco Molica, Communication Officer presso la DG Regio, ripercorrendo le tappe che hanno assegnato una importanza via via crescente alla comunicazione sui fondi strutturali europei, hanno affermato che “sarebbe errato leggere questa evoluzione nell’ottica di un mero incremento di obblighi a carico degli attori coinvolti: stati membri, regioni e, in misura minore, beneficiari dei finanziamenti. La ratio è al contrario quella di responsabilizzarli per assicurare una corretta disseminazione delle opportunità di finanziamento e una trasparenza adeguata sulla loro spesa. Il che è imprescindibile a maggior ragione alla luce dell’entità delle risorse in campo (per l’Italia si tratta di 73 miliardi nel periodo 2014-2020 incluso il co-finanziamento nazionale).”
Una “buona comunicazione” sulle opportunità di finanziamento dell’Unione europea presenta numerosi benefici: migliora la percezione pubblica dell‘UE, ha un impatto positivo sulla fiducia del cittadino anche nei confronti dell’ente che li amministra, ha ricadute sulla stessa performance dei finanziamenti.
Le parole chiave che devono guidare le amministrazioni in questo sforzo di potenziamento della comunicazione sui fondi europei non sono dissimili da quelle che, più in generale, riguardano la comunicazione pubblica:

  • Priorità. “La comunicazione non deve essere la sorella minore nel processo decisionale e nel ciclo del project management”;
  • Professionalizzazione. “Avere o sviluppare competenze e professionalità interne”;
  • Linguaggio. “Il gergo tecnico che assomma il “burocratese” al tecnicismo dei fondi europei è un problema non secondario”;
  • Endorsement, “ovvero lasciare soggetti terzi parlar bene delle cose fatte invece di farlo noi emittori del messaggio direttamente.”
  • Partnership. “Coinvolgere i diversi attori nella comunicazione dell’impatto e dei risultati delle politiche dà coerenza e solidità alla comunicazione e serve a creare un meccanismo moltiplicatore dei messaggi. Le strategie e i piani di comunicazione devono avere il principio della partnership come cardine: come coinvolgere i diversi livelli in una strategia di comunicazione integrata? Come lavorare a campagne di comunicazione che possano usare il partenariato come risorsa?”

La proposta della Direzione Generale Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea, in linea con gli orientamenti della legislazione post-2020, è quella di sviluppare la comunicazione sotto il brand “L’Europa in”: “l’Europa in Italia” per i programmi nazionali, “l’Europa in Abruzzo” (e così via per le altre regioni) per tutti i programmi regionali, senza più una differenziazione per fondo. Almeno nella comunicazione esterna, i fondi diventano semplicemente “europei” e non più “fondo europeo di sviluppo regionale”, “fondo sociale europeo” o “fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”. In Francia lo hanno già fatto, magari per la nuova programmazione 2021-27 si potrebbe tentare anche in Italia.
Nella tre giorni di Palermo (meeting Inform-Inio, Mondello, hotel La Torre, 15-17 maggio 2019), oltre 270 comunicatori in arrivo da tutta Europa (esperti della comunicazione, specializzati in pubbliche relazioni, manager di fondi europei, tecnici, web strategist, consulenti, giornalisti) hanno approfondito l’esperienza di comunicazione sui fondi europei confrontandosi su temi come fake news, social media, valutazione, euroscetticismo e impatto della comunicazione sui territori, a sottolineare l’importanza del lavoro in rete, soprattutto nell’ambito dei rapporti dei singoli Paesi membri con i propri territori. Istituita nel 2008, è la prima volta che la rete Inform si riunisce in Italia. Dopo il ballottaggio con Hannover in Germania, la Sicilia è stata prescelta per l’importante appuntamento. Dalla Danimarca a Malta, dalla Spagna a Cipro, dall’Irlanda alla Polonia, gli ospiti sono arrivati da tutti gli Stati membri dell’UE – Italia compresa – per fare rete all’insegna della trasparenza, della semplificazione e della visibilità dei finanziamenti europei.
Sono intervenuti all’incontro i capi unità della Commissione Europea, Agnès Monfret e Loris Di Pierantonio: “La comunicazione è una grande responsabilità – hanno sottolineato – Le sfide della Sicilia sono anche europee, ad esempio quelle sulla disoccupazione e sulla povertà. Sono sfide che abbiamo raccolto. La cosa importante, anche sulla comunicazione, è lavorare tutti insieme. La Commissione non può farcela da sola: tutte le regioni europee devono dare il proprio contributo per raggiungere assieme il traguardo dell’integrazione”.
Ai lavori ha preso parte, tra gli altri, Andrea Fioravanti di Europhonica, il primo format radiofonico universitario internazionale che segue le attività dell'Europarlamento. Fioravanti ha ricordato il suo amico Antonio Megalizzi, il reporter italiano di Europhonica ucciso nella strage di Strasburgo nel dicembre scorso, che il 15 maggio, giornata d’apertura del meeting Inform-Inio, avrebbe compiuto 30 anni. Fioravanti è intervenuto sulla necessità di informare i cittadini su quanto di buono viene fatto per loro dalle istituzioni europee: “Bisogna essere veloci come i millennials e non inseguire i dettagli burocratici legati alla spesa dei fondi europei – ha osservato - Spesso i politici locali non dicono neanche che i progetti che magari stanno presentando sono finanziati con le risorse comunitarie. Basta dire con semplicità ciò che viene fatto in concreto con questi interventi, ricordando il contributo dei finanziamenti europei, utilizzando bene e con fantasia i vari media oggi a disposizione, strizzando anche l’occhio alla cultura popolare se serve, per riuscire a informare tutti su come vengono spesi i soldi pubblici comunitari”.
La tre giorni siciliana si è conclusa con la visita ad alcuni progetti finanziati con i fondi strutturali a Palermo. Gli esperti Inform hanno preso visione di quattro interventi di innovazione e ricerca realizzati nell’area industriale di Carini dalla società Tecnozinco, finanziati sia con il Po Fesr Sicilia (nei cicli di programmazione 2007/2013 e 2014/2020) sia con le risorse di Horizon 2020, gestite direttamente dalla Commissione Europea. E’ stato visitato anche un progetto finanziato dal Po Fse Sicilia all’Inaf-Osservatorio astronomico di Palermo, che ha spaziato dall’ultilizzo di tecnologie avanzate per l'astrofisica alla creazione di impresa per lo sviluppo del territorio.
Durante l’iniziativa si è svolta anche la premiazione delle migliori campagne di comunicazione europee. Ad aggiudicarsi i Communication awards 2019 della Commissione Ue è stata la Lituania, seguita dalla Francia e dall’Italia (con un progetto sviluppato dal Ministero infrastrutture e trasporti).
Sul sito EuroInfoSicilia sono disponibili le sintesi dei lavori.