La Commissione europea propone una riforma dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode

La proposta intende migliorare l’efficacia, l’efficienza e la responsabilità dell'OLAF, salvaguardandone l’indipendenza investigativa.

La Commissione europea ha adottato una proposta di riforma dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia, l’efficienza e la responsabilità, salvaguardandone l’indipendenza investigativa.

Nella proposta della Commissione sono comprese misure per garantire che le indagini dell’OLAF siano condotte e seguite più efficacemente, per tutelare i diritti delle persone indagate e rafforzare la cooperazione tra l’OLAF e i suoi partner strategici nella lotta antifrode.

Un aspetto importante della proposta consiste nel rafforzamento delle garanzie procedurali di tutte le persone sottoposte a indagine dall’OLAF: il diritto di disporre di un riassunto della questione oggetto dell’indagine e di esporre le proprie argomentazioni prima che siano tratte le conclusioni, il diritto di essere assistiti da una persona nominata a questo proposito e il diritto di scegliere una lingua ufficiale dell’UE. Inoltre, sarà attuato un processo di revisione per i presunti casi di violazione dei diritti procedurali. Il comitato di vigilanza continuerà a monitorare le attività dell’OLAF, garantendo che le relative indagini vengano svolte in totale indipendenza e in linea con le norme e le procedure previste.

Attualmente, uno dei problemi della lotta alla frode nell’ambito dell’UE è lo scarso seguito giudiziario da parte di alcuni Stati membri rispetto alle indagini svolte dall’OLAF. La Commissione intende affrontare questo problema intensificando la cooperazione tra l’OLAF e le autorità degli Stati membri e prevedendo uno scambio più fitto di informazioni relativo ai casi e ai procedimenti. Ad ogni Stato membro viene chiesto di designare un punto di contatto che possa agevolare la cooperazione delle autorità nazionali con l’OLAF. Inoltre, gli Stati membri devono riferire, ove richiesto, sulle misure adottate in seguito alle relazioni dell’OLAF sui relativi casi.

La Commissione sottolinea inoltre l’esigenza di mantenere la piena indipendenza dell’OLAF nel corso delle indagini. Al tempo stesso, occorre una stretta cooperazione e uno scambio di informazioni tra l’Ufficio antifrode e le istituzioni dell’UE per garantire la miglior tutela possibile degli interessi finanziari dell’UE. Si è previsto un procedimento flessibile di interscambio di punti di vista tra l’OLAF e la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio. L’obiettivo delle istituzioni è quello di discutere sulle priorità strategiche dell’OLAF ed esprimere opinioni sull’efficacia del lavoro svolto dall’Ufficio. Ciò contribuirà a garantire un monitoraggio sul funzionamento dell’OLAF e una migliore amministrazione dell’Ufficio.

La Commissione propone anche la possibilità per l’OLAF di ricevere incarico di concludere accordi amministrativi con i servizi competenti nei paesi terzi, in coordinamento con il Servizio europeo di azione esterna (SEAE) e i pertinenti servizi della Commissione, nonché di concludere accordi amministrativi con l’ufficio europeo di polizia (Europol) e l’Unità di cooperazione giudiziaria dell’UE (Eurojust).

La proposta della Commissione verrà ora presentata al Parlamento europeo e al Consiglio affinché sia approvata in base alla procedura di codecisione.

Fonte: Europa - Rapid

 

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