12 settembre 2018: discorso annuale di Juncker sullo stato dell'Unione. Disponibile il testo in italiano

Si è tenuto mercoledì 12 settembre alle ore 9.00, dinanzi al Parlamento europeo a Strasburgo, il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che precede le elezioni europee del 2019 e si inserisce nel dibattito in corso sul futuro dell'Unione europea a 27.

 
Il discorso sullo stato dell'Unione segna l'avvio del dialogo con il Parlamento europeo e il Consiglio in preparazione del programma di lavoro annuale della Commissione. Introdotto dal trattato di Lisbona, il discorso sullo stato dell'Unione è previsto dall'accordo quadro del 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, il quale prevede inoltre che Presidente e Primo vicepresidente della Commissione trasmettano al Presidente del Parlamento europeo e alla Presidenza del Consiglio una lettera d'intenti in cui sono illustrate le azioni legislative e le altre iniziative che la Commissione europea intende intraprendere. Il discorso sullo stato dell'Unione è seguito da un dibattito in plenaria con i deputati del Parlamento europeo. Il primo discorso sullo stato dell'Unione è stato pronunciato nel 2010 a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
Il Presidente Juncker inizia a preparare il discorso sullo stato dell'Unione a luglio, raccogliendo contributi da tutta la Commissione: commissari, gabinetti, direttori generali, ambasciatori dell'UE. A fine agosto il Presidente Juncker riunisce poi il collegio di commissari in una due giorni di seminario per discutere le sfide e le priorità che si profilano per l'anno successivo. Per la stesura del discorso il Presidente Juncker procede inoltre ad ampie consultazioni al di fuori dell'istituzione, interpellando i leader di tutta Europa e oltre, la Conferenza dei presidenti e i gruppi politici del Parlamento europeo, così come gli ambasciatori presso l'UE e i rappresentanti permanenti e i gruppi di riflessione europei di punta.
Nel discorso dello scorso anno il Presidente Juncker ha delineato la sua visione della possibile evoluzione dell'Unione europea da qui al 2025 e ha presentato la tabella di marcia per un'Europa più unita, più forte e più democratica. Al discorso si affiancavano iniziative concrete in materia di commercio, controllo degli investimenti, cibersicurezza, industria e dati. Muovendo da tale base i leader nazionali riuniti a Tallinn (Estonia) hanno concordato la cosiddetta "agenda dei leader" ossia un elenco delle questioni e sfide più pressanti da risolvere o superare prima delle elezioni del Parlamento europeo di maggio 2019. Al vertice dei leader nazionali che si terrà il 9 maggio 2019 a Sibiu (Romania) questo processo dovrebbe culminare in un impegno rinnovato per un'UE tesa a realizzare quanto sta davvero a cuore ai cittadini.

Il discorso di quest'anno, disponibile in lingua italianaavvenuto otto mesi dalle prossime elezioni europee, ha passato in rassegna i temi piú caldi affrontati dall'Unione nell'ultimo anno.

 

Innanzitutto Juncker ha difeso l'idea di un'Europa unita, comunitaria e contraria ai nazionalismi.  "Abbracciamo il tipo di patriottismo che non è diretto contro gli altri, ma diciamo no al nazionalismo che cerca colpevoli anziché cercare soluzioni che ci permettano di coesistere meglio, è un veleno dannoso", afferma Juncker, ribadendo il concetto di Europa come "progetto di pace". Il Presidente della Commissione, inoltre, sottolinea l'impossibilità di elaborare soluzioni "ad hoc" ogni volta che arriva un'imbarcazione, aprendo alle "vie di migrazione legale" e proponendo il rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea, oltre alla creazione di un'agenzia europea per l’asilo. "Gli Stati membri non hanno ancora la giusta proporzione tra responsabilità per la propria sovranità e la necessaria solidarietà tra loro - aggiunge - io sono e rimango contro i confini interni. Laddove esistenti, debbono essere rimossi: se rimangono, dovrebbero costituire un inaccettabile passo indietro per l'Europa".

In merito alla Brexit, poi, l'Unione Europea rispetta ma non condivide la decisione di Londra e solidarizza con l'Irlanda per la questione dei confini con il Regno Unito.

"Quando si lascia l'Unione - ribadisce Juncker - non si può godere degli stessi privilegi di uno Stato membro: abbandonando l'unione, ovviamente non si fa più parte del Mercato unico, né di alcune parti di esso".

Ed ancora: il ruolo internazionale dell'euro, il libero arbitrio sulla questione dell'ora legale, ed un pensiero appassionato sull'Europa. "Qualche anno fa, proprio qui - conclude il Presidente - ho detto che l'Europa era l'amore della mia vita: ebbene, amo ancora l'Europa e lo farò per sempre".

Juncker ha anche proposto una nuova alleanza Africa - Europa, basata sulla cooperazione anziché sulla beneficenza, affrontando infine altri temi delicati, come l’avanzata del populismo in molti Paesi membri e la sicurezza dei cittadini europei.

Gli altri  undici punti chiave del discorso sono stati:

  • pace: dal momento che l'UE ha portato la pace nel continente:  bisogna mostrare maggiore rispetto per l'Unione Europea
  • economia: L'Europa ha superato la crisi economica e ora è in costante crescita, avendo creato dodici milioni di posti di lavoro dal 2014.
  • commercio: l'Europa è sinonimo di multinazionalismo e rimarrà un continente aperto anche se i suoi partner scelgono altre rotte.
  • immigrazione: L'Europa deve rimanere un continente aperto e tollerante e non deve diventare mai una fortezza che volge le spalle al mondo, in particolare alla parte del mondo che soffre
  • standard: L'Europa dovrebbe continuare a fissare norme globali, in particolare per quanto riguarda le nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale
  • Brexit: La UE rispetta ma non condivide la decisione del Regno Unito e chiede al Governo britannico di comprendere che al di fuori dell'Unione non può godere degli stessi privilegi di cui ha goduto sino ad oggi.
  • euro: L'euro è stato un successo, ma il progetto deve essere portato avanti per consolidare ulteriormente il suo ruolo di moneta internazionale.
  • politica estera: I Paesi dell'UE non dovrebbero più essere in grado di porre il veto in materia di politica estera. Juncker propone il voto a maggioranza per le decisioni su determinate materie, lo stesso dovrebbe valere per alcune questioni fiscali.
  • estremismi di destra: l'Europa dovrebbe dire no al "nazionalismo malsano" e sì al "patriottismo illuminato: il patriottismo è una virtù, il nazionalismo incontrollato è pieno di veleno e inganno"
  • Africa: L'Europa deve smettere di considerare le sue relazioni con l'Africa come un partenariato donatore/beneficiario
  • altre misure: i Paesi devono decidere se adottare l'ora legale per tutto l'anno; le imprese dovrebbero pagare le imposte dove guadagnano i loro profitti. La Commissione Europea proporrà norme che obbligheranno le società di internet ad eliminare la propaganda terroristica entro un'ora.